Un’esperienza a Manaus

E il mio cuore si riempiva d’amore. La prima frase che ho scritto sul mio taccuino di Manaus. Eravamo in tre. Io, mio fratello Giuseppe e Don Ezio che in missione ha passato una vita. Ma a Manaus era la prima volta per tutti e tre. Siamo partiti senza aspettative e senza sapere ciò che avremmo trovato.

Avevo visto qualcosa, letto di esperienze precedenti tuttavia aspettavo di vedere questo meraviglioso mondo. Non c’è stato modo migliore per scoprire che la presenza di “Amici di Manaus” in quella realtà è più viva e concreta di quanto noi possiamo immaginare. La gente delle favelas non smette di ringraziare “Gli Italiani” che venerano per l’aiuto che arriva ai loro bambini.

Con i soldi dei genitori adottivi i bambini hanno la possibilità di avere l’istruzione presso la Scuola delle Suore del Carmelo, i genitori di pagare le loro uniformi. Il pacco mensile: Il sabato quel cortile colorato si è riempito di gioia; tutti i bambini sono arrivati a scuola e hanno ricevuto il pacco di Febbraio: carne, pasta, legumi…un pacco alto un metro che sfama non solo il bambino ma anche le loro famiglie.

Ricevono questo pacco una volta al mese, grazie ad Amici di Manaus. Lo stesso giorno è arrivata Patricia nella scuola. Suor Mary mi chiama e dice “fai una foto a Patricia”, e Patricia mi mostrava vestiti, scarpe che aveva appena acquistato con il sostegno della sua famiglia di Taranto, grazie ad Amici di Manaus.

Abbiamo potuto conoscere tutti i bambini ed i ragazzi che fanno parte del Progetto: 143 bambini dai 3 ai 5 anni, 33 ragazzi di 16/17 anni e 3 ragazzi universitari che hanno avuto la possibilità di frequentare un’università che porterà questi giovani a credere nel loro futuro. La presenza dell’Associazione si respira nelle favelas. Abbiamo visitato le famiglie di Zumbi, un quartiere dove centinaia di famiglie vivono in stanze di legno, anche in otto o in nove per casa.

Non è stato facile vedere, più difficile capire. Ma il sorriso di quei bambini ci ha aperto il cuore. La prima cosa che ho notato è stata che essi non hanno niente ma hanno tutto: sanno accoglierti, sanno abbracciarti, sanno essere sinceri senza conoscerti e senza dover spiegare chi sei. E’ gente vera.

Non importa se non hanno passato l’aspirapolvere per ospitare gente in casa, perché l’aspirapolvere non ce l’hanno. Non importa se non hanno da mangiare, ma sono pronti ad offrirti tutto quello che hanno. E’ gente vera! L’associazione Amici di Manaus sta facendo un grande lavoro per tutti loro.

Ciò che possiamo fare è di non stancarci mai di imparare dalla gente delle favelas, andare, vedere, capire ed essere sempre testimoni per gli altri. Amici di Manaus c’è, è concreta, presente sul territorio, viva! Non stanchiamoci mai di fare del bene, è l’unico modo per rendere felici.

Da parte di tutti loro “Obrigado Italia! Obrigado!”

Chiara

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